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La funzione del propoli è molto interessante anche per l’uomo e, molto probabilmente, proprio osservando le api abbiamo cominciato a studiare questa fantastica sostanza. Nel cuore dell’alveare sono poste le cellette dove l’ape regina depositerà le preziose uova; proprio queste zone e soprattutto le cellette, vengono sterilizzate rivestendole di propoli per evitare il proliferare dei batteri.
In un articolo pubblicato su Scientific American, il Dott. Morse, ci parla del perfetto mantenimento dello stato eubiotico dell’alveare, nonostante I 35°C e l’alta densità abitativa (2 api ogni 3 centimetri quadrati), grazie alla propolis.
Un uso antibatterico ancora più interessante capita abbastanza spesso in natura:se un predatore o un ospite indesiderato entra dentro l’alveare come ad esempio un topo o una farfalla della cera o anche una piccola lucertola, le api dopo averlo colpito a morte per difendere l’alveare, si trovano ad avere un grosso problema: come trasportare fuori il cadavere pesantissimo del predatore prima che questo sviluppi marcendo batteri pericolosi? Semplice: non lo spostano affatto, lo propolizzano completamente mummificandolo ed evitando così il proliferare dei batteri.
La propoli ha proprietà:
- antibiotiche (batteriostatiche e battericide)
- anti-infiammatorie
- antimicotiche
- antiossidanti ed anti-irrancidenti
- antivirali
- anestetiche
- riepitilizzanti e cicatrizzanti
- antisettiche
- immunostimolanti
- vasoprotettive
- antitumorali
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